Le Grotte di San Beato erano uno dei luoghi che desideravo visitare già mentre stavo organizzando il nostro weekend a Berna.
Inizialmente avevo pensato di dedicarci una giornata partendo direttamente dalla capitale svizzera, ma alla fine abbiamo trovato una soluzione che, col senno di poi, rifarei senza alcun dubbio: visitarle durante il viaggio di ritorno verso l’Italia.
Invece di percorrere la stessa strada dell’andata, abbiamo deciso di fare una deviazione passando da Interlaken. È stata una scelta che ci ha permesso di visitare, nella stessa giornata, prima le Grotte di San Beato e poi la spettacolare Gola dell’Aare.
È uno di quei piccoli cambi di programma che trasformano un semplice viaggio di rientro in un’esperienza che ricordi con piacere anche a distanza di tempo.
Le Grotte di San Beato (St. Beatus-Höhlen) si affacciano sul Lago di Thun e rappresentano uno dei complessi carsici più spettacolari della Svizzera. Ma ciò che le rende davvero speciali, almeno secondo me, non è soltanto ciò che si trova all’interno della montagna.
Già l’arrivo è parte dell’esperienza.

Il sentiero che conduce all’ingresso regala splendide viste sul lago, una cascata accompagna gli ultimi metri della passeggiata e l’intero complesso è immerso in un contesto naturale davvero suggestivo.
In questa guida ti racconto come organizzare la visita sulla base della nostra esperienza: dove parcheggiare, quanto dura il percorso, come si svolge la visita e tutto quello che avrei voluto sapere prima di partire.
Cosa troverai in questo articolo
Informazioni utili per visitare le Grotte di San Beato
Organizzare la visita alle Grotte di San Beato è piuttosto semplice, ma ci sono alcune informazioni che vale la pena conoscere prima di partire.
Noi ci siamo arrivati in automobile durante il viaggio di ritorno da Berna e, preparandolo nei dettagli, ci siamo accorti che alcune informazioni pratiche non erano così immediate da trovare, soprattutto in italiano.
Per questo motivo ho raccolto qui tutto quello che ritengo davvero utile sapere prima della visita.
Dove si trovano e come arrivarci
Le Grotte di San Beato si trovano nel comune di Sundlauenen, sulle rive del Lago di Thun, a circa 10 chilometri da Interlaken e poco meno di un’ora di automobile da Berna.
Se stai organizzando un itinerario in Svizzera, secondo me la loro posizione è uno dei principali punti di forza.
Possono essere visitate facilmente sia durante un soggiorno sul Lago di Thun sia come tappa intermedia tra Berna, Interlaken e la regione dell’Oberland Bernese.
Noi, ad esempio, le abbiamo inserite nel viaggio di ritorno verso l’Italia, insieme alla Gola dell’Aare, evitando così di dover dedicare un’intera giornata esclusivamente agli spostamenti.
In automobile
Per chi arriva dall’Italia, l’automobile è probabilmente il mezzo più comodo.
Oltre a offrire maggiore flessibilità negli orari, permette di combinare facilmente la visita alle Grotte di San Beato con altre attrazioni della zona, proprio come abbiamo fatto noi.
L’accesso è semplice e ben segnalato e, una volta arrivati, potrai scegliere tra due parcheggi situati a quote diverse. Ti spiegherò nel dettaglio quale abbiamo scelto noi e quale, secondo me, conviene utilizzare in base al tipo di visita che vuoi fare.
Con i mezzi pubblici
Anche senza automobile le Grotte di San Beato sono facilmente raggiungibili.
Da Interlaken e da Thun partono autobus di linea che fermano nelle vicinanze dell’ingresso, mentre durante la bella stagione è possibile arrivare anche in battello sul Lago di Thun e proseguire con una breve passeggiata fino al complesso.
Proprio il battello mi ha fatto pensare a un itinerario che, se un giorno dovessi tornare in questa zona senza automobile, prenderei seriamente in considerazione.
Il biglietto del Trenino Verde delle Alpi comprende infatti anche la navigazione sul Lago di Thun.
Questo significa che potresti partire da Domodossola, raggiungere Spiez o Thun in treno, dedicare qualche ora alla visita del paese e poi proseguire in battello fino alle Grotte di San Beato.
Dopo la visita potresti rientrare a Thun e riprendere il Trenino Verde delle Alpi verso Berna. Naturalmente è un itinerario che può essere percorso anche in senso inverso, partendo dalla capitale svizzera.
Noi abbiamo scelto l’automobile perché volevamo visitare nella stessa giornata anche la Gola dell’Aare, ma se il tuo obiettivo è vivere il viaggio con i mezzi pubblici, questa mi sembra una delle combinazioni più affascinanti.
Dove parcheggiare
Se raggiungi le Grotte di San Beato in automobile, hai a disposizione due parcheggi ufficiali.
Per evitare confusione li chiamerò parcheggio inferiore e parcheggio superiore, anche se la differenza di quota tra i due è piuttosto ridotta. Entrambi permettono di raggiungere l’ingresso delle grotte con una breve passeggiata e, una volta iniziato il sentiero, i due percorsi si ricongiungono poco prima dell’ingresso.
Noi abbiamo provato inizialmente a parcheggiare nel parcheggio inferiore, ma era già completamente pieno. Abbiamo quindi proseguito fino al parcheggio superiore e, col senno di poi, credo sia stata comunque un’ottima scelta.
Se hai qualche dubbio su quale parcheggio scegliere, nella mappa che trovi poco sotto ho indicato entrambi i parcheggi e disegnato i due percorsi a piedi fino all’ingresso delle grotte. In questo modo puoi capire immediatamente quale itinerario si adatta meglio alle tue esigenze.
Parcheggio inferiore
Il parcheggio inferiore si trova praticamente a bordo strada ed è quello più vicino all’inizio del sentiero panoramico.
Il suo principale limite è la capienza: i posti disponibili sono davvero pochi, una trentina circa, e soprattutto nei fine settimana o durante l’alta stagione tendono a riempirsi molto rapidamente.
Se prevedi di arrivare dopo le 10 del mattino, è probabile che sia già completo. Il tentativo, comunque, vale la pena farlo: nel peggiore dei casi dovrai semplicemente tornare indietro per raggiungere il parcheggio superiore, come è successo a noi.
Da qui parte il percorso più panoramico verso le grotte. La salita è leggermente più ripida, ma regala splendide viste sul Lago di Thun già nei primi minuti della camminata.
Dove si trova esattamente il parcheggio inferiore
Parcheggio superiore
Il parcheggio superiore dispone di molti più posti auto ed è quello che, personalmente, prenderei in considerazione fin dall’inizio se prevedi di visitare le grotte nelle ore centrali della giornata.
Il sentiero che conduce all’ingresso è un po’ più lungo rispetto a quello del parcheggio inferiore, ma la salita è più graduale e, soprattutto, si sviluppa in gran parte all’interno del bosco.
Se visiti le Grotte di San Beato durante l’estate, questo aspetto può fare una bella differenza, perché il percorso rimane quasi sempre all’ombra.
Anche da questo parcheggio il sentiero si ricongiunge con quello proveniente dal parcheggio inferiore poco prima dell’ingresso alle grotte.
Dove si trova esattamente il parcheggio superiore
Come si paga il parcheggio
Entrambi i parcheggi possono essere pagati comodamente tramite EasyPark, una soluzione molto pratica se hai una connessione dati.
Se invece, come molti turisti italiani, non hai acquistato una eSIM o una SIM svizzera e non disponi di connessione a Internet, non devi preoccuparti.
In entrambi i parcheggi sono presenti i parcometri automatici, che permettono di pagare sia con carta sia con monete.
Un’ultima informazione utile: in nessuno dei due parcheggi è consentito il campeggio con camper, quindi possono essere utilizzati esclusivamente come aree di sosta per la visita alle grotte.
Mappa
Una mappa, in questo caso, secondo me fa la differenza. Le Grotte di San Beato non sono difficili da raggiungere, ma avere un riferimento visivo ti aiuta a scegliere il parcheggio più adatto e farti un’idea del percorso che andrai a fare per raggiungere l’ingresso.
Per questo ho preparato una mappa interattiva con tutti i punti che ritengo utili durante la visita: i due parcheggi, i percorsi dai parcheggi all’ingresso delle grotte, dove si trova la cascata e dove puoi trovare un parco giochi per bambini, nel caso come noi viaggi con una bambina.
Quanto dura la visita
Per visitare le Grotte di San Beato con calma ti consiglio di mettere in conto circa 3 ore.
Il percorso all’interno delle grotte dura mediamente un’ora e mezza e si sviluppa per circa 1 chilometro lungo passerelle attrezzate e scalini, attraversando sale, fiumi sotterranei, una cascata e spettacolari formazioni calcaree.
A questo tempo, però, è bene aggiungere anche:
- la passeggiata dal parcheggio fino all’ingresso;
- la visita al Museo delle Grotte, compreso nel biglietto;
- qualche sosta per ammirare il panorama sul Lago di Thun e la Cascata di San Beato;
- un po’ di tempo al parco giochi, se viaggi con bambini.
Noi abbiamo trascorso qui quasi 3 ore senza nemmeno accorgercene e, col senno di poi, credo sia il tempo ideale per vivere la visita senza fretta.
Se invece ami leggere tutti i pannelli del museo, fare molte fotografie o semplicemente goderti ogni angolo del percorso, considera anche 3 ore e mezza.
Biglietti e prenotazioni
L’ingresso alle Grotte di San Beato è a pagamento e comprende anche la visita al Museo delle Grotte, che si trova proprio accanto alla biglietteria e che consiglio di visitare prima di entrare nel percorso sotterraneo.
Al momento della stesura di questa guida, i prezzi sono i seguenti:
- Adulti: 20 CHF
- Bambini dai 6 ai 16 anni: 12 CHF
- Bambini sotto i 6 anni: ingresso gratuito
- Biglietto famiglia (2 adulti + bambini): 52 CHF
Conviene prenotare in anticipo?
Secondo me, nella maggior parte dei casi, non è necessario.
Noi abbiamo acquistato i biglietti direttamente in biglietteria il giorno della visita e non abbiamo trovato alcuna coda. Trattandosi di un’attrazione meno conosciuta rispetto ad altre della regione di Interlaken, l’afflusso è generalmente gestibile, soprattutto se non visiti le grotte durante festività particolarmente affollate.
Se però preferisci organizzare tutto in anticipo, puoi acquistare i biglietti anche online attraverso il sito ufficiale. La prenotazione è invece consigliata soprattutto per gruppi numerosi o per chi desidera partecipare a una visita guidata.
Come si paga
La biglietteria accetta sia contanti sia carte di pagamento, quindi non abbiamo avuto alcuna difficoltà ad acquistare i biglietti direttamente sul posto.
Anche per questo motivo, salvo esigenze particolari, io non mi preoccuperei di prenotare con largo anticipo. Preferisco mantenere un po’ di flessibilità nell’organizzazione del viaggio e decidere l’orario di ingresso una volta arrivato alle grotte.
La nostra visita
Dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio superiore, abbiamo imboccato il sentiero che conduce all’ingresso delle Grotte di San Beato.
La passeggiata è piacevole e immersa nel bosco. Poco prima di arrivare all’ingresso si incontra anche la suggestiva Cascata di San Beato, che secondo me merita una breve sosta prima di iniziare la visita vera e propria.

Una volta ritirati i biglietti abbiamo visitato il piccolo museo introduttivo e ci siamo preparati a entrare nelle grotte.
Appena varcato l’ingresso abbiamo percepito immediatamente il cambio di temperatura. All’interno delle grotte ci sono tra gli 8 e i 10 °C durante tutto l’anno, indipendentemente dalla stagione. Se visiti le grotte in estate, il fresco è davvero piacevole; se invece ci vai in primavera, autunno o inverno, ti consiglio di avere con te una felpa o una giacca leggera.
C’è però una cosa che voglio dirti subito, perché probabilmente è il consiglio più importante di tutta questa guida: indossa scarpe da trekking.
Noi le avevamo portate quasi inconsapevolmente.
E, col senno di poi, è stata probabilmente la scelta migliore dell’intera giornata.
Il percorso all’interno delle grotte è ben realizzato e non presenta particolari difficoltà, ma il terreno è spesso umido e in diversi punti può risultare piuttosto scivoloso.

Avere un paio di scarpe da trekking con una buona suola fa davvero la differenza, sia per gli adulti sia per i bambini.
Il mio consiglio è di indossarle fin dal parcheggio.
Non perché il sentiero esterno lo richieda particolarmente, ma semplicemente per evitare di portare nello zaino un paio di scarpe in più che, una volta entrati nelle grotte, diventeranno praticamente indispensabili.
Un percorso diverso da qualsiasi altra grotta abbia visitato
Devo confessare una cosa: prima di arrivare alle Grotte di San Beato mi aspettavo una visita molto simile a quella di altre grotte turistiche che avevo già visto, come ad esempio le Grotte di Postumia.
Pensavo di trovare un percorso incentrato soprattutto su stalattiti e stalagmiti.
In parte è così, ma solo in parte. Le Grotte di San Beato mi hanno sorpreso perché il percorso cambia continuamente scenario.

Si cammina accanto a piccoli fiumi sotterranei, si attraversano sale dove l’acqua ha creato laghetti e pozze cristalline, si osservano spettacolari concrezioni calcaree e, quando pensi di aver ormai visto tutto, si arriva davanti a una vera cascata sotterranea.
È proprio questa varietà ad avermi colpito maggiormente, non hai mai la sensazione di osservare sempre la stessa cosa, ogni sala aggiunge un elemento diverso e rende la visita sorprendentemente dinamica.

Anche nostra figlia ha seguito il percorso con curiosità dall’inizio alla fine, proprio perché il paesaggio cambia continuamente.
Il tempo vola
Quando siamo usciti dalle grotte ci siamo resi conto che era passato molto più tempo di quanto immaginassimo.
All’interno si perde completamente la percezione del tempo.
Tra il rumore costante dell’acqua, il susseguirsi degli ambienti e la curiosità di scoprire cosa ci fosse dietro ogni curva, la visita scorre in modo naturale senza mai risultare ripetitiva.

È uno di quei luoghi in cui non senti il bisogno di guardare continuamente l’orologio.
Ed è probabilmente questo il ricordo più bello che mi porto a casa dalle Grotte di San Beato.
Le Grotte di San Beato con bambini
Se mi chiedessi se consiglierei le Grotte di San Beato a una famiglia con bambini, la mia risposta sarebbe assolutamente sì.
Anzi, ripensando alla nostra visita, credo sia una delle attrazioni naturalistiche più adatte da inserire in un itinerario in Svizzera. Il percorso è ben attrezzato, non particolarmente impegnativo e riesce a mantenere alta la curiosità anche dei più piccoli grazie ai continui cambi di scenario.
Ci sono però alcuni accorgimenti che, secondo me, possono rendere la visita molto più piacevole.
Scegli il parcheggio giusto
Se viaggi con bambini piccoli, soprattutto durante l’estate, ti consiglio di raggiungere direttamente il parcheggio superiore.
Il percorso è leggermente più lungo rispetto a quello che parte dal parcheggio inferiore, ma si sviluppa quasi interamente all’interno del bosco e rimane quindi in ombra per gran parte della camminata.
Il sentiero che parte dal parcheggio inferiore, invece, è più panoramico ma anche più ripido ed esposto al sole, caratteristiche che nelle giornate più calde potrebbero rendere la salita un po’ più faticosa per i bambini.
Scarpe da trekking anche per i bambini
Se i tuoi figli camminano già in autonomia, il consiglio è lo stesso che darei agli adulti: scarpe da trekking con una buona suola.
All’interno delle grotte il fondo è spesso umido e in alcuni tratti può risultare scivoloso. Con il giusto paio di scarpe il percorso diventa molto più sicuro e rilassante.
Anche nostra figlia ha affrontato gran parte della visita camminando da sola e non ha avuto alcuna difficoltà.
Niente passeggino: meglio marsupio o fascia
All’interno delle grotte non è consentito l’accesso con il passeggino.
Oltre al divieto, il percorso comprende anche diversi gradini che lo renderebbero comunque poco pratico.
Se il tuo bambino è ancora piccolo e non è in grado di affrontare l’intera visita a piedi, il mio consiglio è di portare con te un marsupio ergonomico oppure una fascia porta bebè.
È una soluzione che utilizziamo spesso durante i nostri viaggi e che, in un luogo come questo, si rivela decisamente più comoda del passeggino.
Concludi la visita con una tappa al parco giochi
Vicino all’ingresso delle grotte si trova anche un piccolo parco giochi.
Può sembrare un dettaglio secondario, ma secondo me è un’ottima occasione per concedere ai bambini un momento tutto loro dopo la visita.
Noi preferiamo sempre lasciare il parco giochi come ultima tappa. Dopo aver seguito il percorso all’interno delle grotte, poter correre e giocare qualche minuto all’aria aperta è stato il modo perfetto per concludere l’esperienza prima di rimetterci in viaggio.
I consigli di Fra
Se dovessi tornare alle Grotte di San Beato, ci sono alcune cose che rifarei esattamente allo stesso modo e altre che consiglierei a chi le visita per la prima volta.
Porta un paio di scarpe da trekking
Se dovessi scegliere un solo consiglio da darti, sarebbe questo.
Il percorso all’interno delle grotte è ben realizzato e adatto praticamente a tutti, ma il fondo è spesso umido e in alcuni punti può risultare scivoloso.
Noi avevamo portato con noi le scarpe da trekking quasi per caso e si sono rivelate la scelta migliore dell’intera giornata. Ti consiglio di indossarle fin dal parcheggio, così da evitare di portare nello zaino un paio di scarpe in più.
Dedica almeno due ore alla visita
Le grotte non sono un luogo da visitare di corsa.
Tra la passeggiata dal parcheggio, il museo, la cascata e il percorso sotterraneo, il tempo vola senza che tu te ne accorga.
Programma la giornata con calma e goditi ogni parte dell’esperienza.
Se viaggi in estate scegli il parcheggio superiore
Durante i mesi più caldi, soprattutto se viaggi con bambini, sceglierei direttamente il parcheggio superiore.
Il percorso è leggermente più lungo, ma si sviluppa quasi interamente nel bosco e permette di raggiungere l’ingresso all’ombra per gran parte della camminata.
Abbina la visita alla Gola dell’Aare
Se raggiungi la zona in automobile, valuta di visitare nello stesso giorno anche la Gola dell’Aare.
È esattamente quello che abbiamo fatto noi durante il viaggio di ritorno da Berna e, col senno di poi, credo sia stata una delle decisioni migliori dell’intero weekend.
Le due attrazioni sono molto diverse tra loro ma si completano perfettamente: una ti porta nel cuore della montagna, l’altra ti accompagna tra pareti rocciose scolpite dall’acqua.
Domande frequenti sulle Grotte di San Beato
Quanto dura la visita alle Grotte di San Beato?
Per goderti la visita senza fretta ti consiglio di mettere in conto circa due ore. Questo tempo comprende il percorso all’interno delle grotte, il museo, la passeggiata dal parcheggio e qualche sosta per ammirare il panorama sul Lago di Thun.
Le Grotte di San Beato sono adatte ai bambini?
Sì, secondo la nostra esperienza sono una delle attrazioni naturalistiche più adatte alle famiglie. Il percorso non è particolarmente impegnativo, ma consiglio scarpe da trekking con una buona suola e, per i bambini più piccoli, un marsupio o una fascia porta bebè al posto del passeggino.
È possibile visitare le Grotte di San Beato con il passeggino?
No, all’interno delle grotte il passeggino non è consentito e il percorso comprende anche alcuni gradini. Se viaggi con un bambino piccolo, la soluzione migliore è utilizzare un marsupio ergonomico o una fascia porta bebè.
Conviene prenotare i biglietti online?
Nella maggior parte dei casi non è necessario.
Noi abbiamo acquistato i biglietti direttamente in biglietteria senza trovare coda. La prenotazione online può comunque essere una buona soluzione durante i periodi di maggiore affluenza o per i gruppi organizzati.
Quale parcheggio conviene scegliere?
Dipende. Il parcheggio inferiore offre un percorso più panoramico ma anche più ripido, mentre quello superiore è più grande e permette di raggiungere l’ingresso attraverso un sentiero più ombreggiato e con una salita più graduale.
Si possono visitare le Grotte di San Beato e la Gola dell’Aare nello stesso giorno?
Assolutamente sì.
È proprio l’itinerario che abbiamo scelto noi durante il viaggio di ritorno da Berna e che consiglio a chi viaggia in automobile. Le due attrazioni distano poco più di mezz’ora l’una dall’altra e permettono di vivere due esperienze completamente diverse nella stessa giornata.
Vale la pena visitare le Grotte di San Beato?
Assolutamente sì.
Prima di partire pensavo di visitare una bella grotta.
Sono uscito con la sensazione di aver vissuto un’esperienza molto più completa.
Le Grotte di San Beato non sono soltanto un susseguirsi di stalattiti e stalagmiti. Sono un percorso che cambia continuamente, tra fiumi sotterranei, laghetti, concrezioni calcaree e una spettacolare cascata nascosta nel cuore della montagna.
Anche l’ambiente che circonda le grotte contribuisce a rendere speciale la visita. Il sentiero immerso nel bosco, il panorama sul Lago di Thun e la cascata che accompagna gli ultimi metri prima dell’ingresso fanno sì che l’esperienza inizi molto prima di entrare nella montagna.
Se poi stai organizzando un viaggio in Svizzera, il mio consiglio è di non considerarle una semplice deviazione. Inseriscile all’interno di un itinerario più ampio, magari abbinandole alla Gola dell’Aare oppure a qualche giorno trascorso a Berna.
È esattamente quello che abbiamo fatto noi.
E, ripensandoci oggi, credo che sia stato uno dei modi migliori per concludere il nostro weekend in Svizzera.
Fra quanto si parte per le Grotte di San Beato?
Prendo le scarpe da trekking e vado!

