Berna è una capitale diversa da come la si immagina, non ha il ritmo frenetico delle grandi città europee né l’impressione di dover correre da un monumento all’altro per riuscire a vedere tutto.
Al contrario, è una città raccolta, elegante e sorprendentemente tranquilla, dove gran parte delle attrazioni si concentra all’interno di un centro storico Patrimonio UNESCO che si visita comodamente a piedi.
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Berna, la buona notizia è che non serve organizzare un viaggio lungo. Due giorni sono sufficienti per scoprire i suoi luoghi più iconici, passeggiare sotto i caratteristici portici medievali, ammirare le famose fontane rinascimentali e godersi il panorama sull’Aare.
Noi abbiamo scelto Berna per un weekend lungo, approfittando del ponte del 1° novembre. Siamo partiti in auto dal nord di Milano e abbiamo dedicato due giornate interamente alla visita della città.
Il viaggio, però, non si è concluso lì. Prima di rientrare in Italia abbiamo deciso di non percorrere la stessa strada dell’andata, ma di fare una deviazione passando da Interlaken per visitare due luoghi che desideravo vedere da tempo: le Grotte di San Beato e la Gola dell’Aare, una scelta che si è rivelata una delle parti più belle dell’intero viaggio.
In questa guida troverai tutto quello che serve per organizzare al meglio la visita: consigli pratici, informazioni aggiornate e un itinerario basato sulla nostra esperienza diretta per visitare Berna in 2 giorni con il giusto equilibrio tra monumenti, scorci panoramici e momenti da vivere con calma.
Cosa troverai in questo articolo
Informazioni utili per visitare Berna
Prima di entrare nel vivo dell’itinerario, ci sono alcune informazioni pratiche che vale la pena conoscere. Ti aiuteranno a organizzare meglio il viaggio e a capire quale sia il modo più comodo per visitare Berna in base alle tue esigenze.
Qual è il periodo migliore per visitare Berna
Berna è una destinazione che si presta a essere visitata in qualsiasi periodo dell’anno, ma le stagioni che personalmente ritengo più piacevoli sono la primavera e l’autunno.
Tra aprile e giugno le temperature sono miti, i parchi iniziano a riempirsi di colori e le giornate diventano progressivamente più lunghe. Da settembre ai primi di novembre, invece, il clima resta generalmente piacevole e il foliage regala un’atmosfera davvero particolare, soprattutto nei parchi cittadini e lungo il fiume Aare.
L’estate è perfetta per chi ama trascorrere molto tempo all’aperto, mentre l’inverno offre un fascino completamente diverso grazie ai mercatini di Natale e all’atmosfera che si respira nel centro storico.
Quando siamo andati noi
Noi abbiamo visitato Berna approfittando del ponte del 1° novembre.
È stata una scelta che rifaremmo senza alcun dubbio. Abbiamo trovato giornate fredde ma non troppo, tutto sommato piacevoli, ideali per camminare per molte ore, e una città molto tranquilla rispetto ai periodi di maggiore affluenza turistica.
Inoltre, i colori autunnali rendevano ancora più suggestive le passeggiate nel centro storico e al Rosengarten, uno dei punti panoramici più belli della città.
Quanti giorni servono per visitare Berna
Se è la tua prima volta a Berna, il mio consiglio è di dedicarle almeno due giorni pieni.
Le dimensioni contenute del centro storico potrebbero far pensare che basti una giornata, ma il rischio è quello di limitarsi a vedere le attrazioni principali senza riuscire ad assaporare l’atmosfera della città.
Con due giorni, invece, puoi visitare con calma i monumenti più importanti, entrare nei musei che ti interessano, fermarti nei caffè storici, passeggiare sotto gli oltre sei chilometri di portici e concederti qualche momento di relax nei punti panoramici.
Noi abbiamo trascorso proprio due giorni pieni a Berna e, tornando indietro, non cambieremmo la durata del soggiorno. È stato il giusto compromesso tra vedere tutto ciò che ci interessava e vivere la città con i nostri ritmi e soprattutto quelli di nostra figlia.
Come arrivare a Berna
Raggiungere Berna dall’Italia è piuttosto semplice e la scelta del mezzo dipende soprattutto dal tipo di viaggio che vuoi organizzare.
Aereo
L’aeroporto di Berna offre pochi collegamenti internazionali, motivo per cui la soluzione più utilizzata è atterrare a Zurigo o a Ginevra e proseguire poi in treno fino alla capitale svizzera.
Entrambi gli aeroporti sono perfettamente collegati alla rete ferroviaria e consentono di raggiungere Berna in tempi relativamente brevi.
Treno
Se preferisci viaggiare senza automobile, il treno rappresenta probabilmente la soluzione più comoda.
Da Milano sono disponibili collegamenti diretti oppure con un solo cambio, generalmente a Spiez o a Zurigo. Una volta arrivato, la stazione ferroviaria si trova praticamente nel cuore della città, permettendoti di iniziare subito la visita senza ulteriori spostamenti.
Durante l’organizzazione del viaggio noi abbiamo valutato anche un’altra possibilità che, secondo me, merita di essere presa in considerazione: il Trenino Verde delle Alpi.
Si tratta di un suggestivo collegamento panoramico che parte da Domodossola e attraversa alcune delle zone più belle della Svizzera fino ad arrivare a Berna, passando da località come Briga, Kandersteg, Spiez e Thun. Il viaggio dura circa 2 ore e 20 minuti e il vero valore dell’esperienza non è la velocità, ma il paesaggio che si ammira lungo il percorso.
Uno degli aspetti più interessanti è la flessibilità dei biglietti dedicati. Oltre alla carta giornaliera, esiste anche una formula valida per due giorni che permette di interrompere il viaggio, visitare una o più località lungo il percorso e riprendere il treno in un secondo momento. È un’opzione che trovo particolarmente interessante se, ad esempio, vuoi dedicare qualche ora alla visita di Thun prima di proseguire verso Berna.
Alla fine noi abbiamo preferito raggiungere Berna in automobile. Viaggiando con una bambina avevamo bisogno di maggiore flessibilità e, soprattutto, volevamo includere nel viaggio anche le Grotte di San Beato e la Gola dell’Aare durante il rientro verso l’Italia. In quel caso l’auto si è rivelata la soluzione più pratica, ma se il tuo obiettivo è vivere il viaggio in treno come parte dell’esperienza, il Trenino Verde delle Alpi è sicuramente un’alternativa che prenderei in seria considerazione.
Automobile
Per il nostro viaggio abbiamo scelto senza esitazione l’automobile.
Partendo dal nord di Milano era la soluzione più comoda, soprattutto viaggiando con una bambina piccola e con la voglia di gestire il viaggio senza dover rispettare gli orari dei mezzi pubblici.
Ma il motivo principale è stato un altro.
Già mentre organizzavo il weekend avevo deciso che, al ritorno, avrei voluto fare una deviazione passando da Interlaken per visitare le Grotte di San Beato e la Gola dell’Aare. Avere la nostra auto ci ha dato la libertà di modificare il percorso, fermarci quando volevamo e affrontare entrambe le visite con molta più tranquillità.
Naturalmente è possibile raggiungere queste zone anche con i mezzi pubblici, ma avere un’auto rende l’organizzazione decisamente più semplice, soprattutto se stai pianificando un itinerario simile al nostro.
Se decidi di raggiungere Berna in macchina, ricorda che per utilizzare le autostrade svizzere è obbligatorio acquistare la vignetta autostradale. È disponibile sia in formato adesivo sia in versione digitale e ha validità annuale. Ti consiglio di procurartela prima della partenza così da evitare inutili perdite di tempo una volta arrivato al confine.
La mappa di Berna
Per aiutarti a organizzare al meglio questi due giorni a Berna, ho preparato una mappa interattiva con tutti i luoghi citati in questa guida.
Come in tutti gli itinerari del blog, la mappa è organizzata in livelli così puoi attivare e disattivare soltanto le informazioni che ti interessano.
Troverai tutte le principali attrazioni del centro storico, alcuni luoghi secondari che possono valere una visita se hai più tempo e una selezione delle zone migliori in cui soggiornare, suddivise in base a quanto le ritengo comode per visitare la città.
Le aree evidenziate in giallo rappresentano la scelta migliore per chi visita Berna per la prima volta e desidera raggiungere quasi tutto a piedi. Le zone in blu scuro sono ottime alternative, ben collegate con il centro e spesso più convenienti dal punto di vista economico, mentre quelle in azzurro chiaro possono essere una buona soluzione se non trovi disponibilità nelle aree che consiglio maggiormente.
Ho aggiunto anche due livelli dedicati alle escursioni che abbiamo fatto durante il viaggio di ritorno verso l’Italia: le Grotte di San Beato e la Gola dell’Aare.
In queste due mappe non troverai soltanto i principali punti di interesse, ma anche informazioni pratiche che abbiamo trovato utili durante la visita, come i parcheggi che abbiamo valutato, gli ingressi ai percorsi, i tratti da percorrere a piedi e perfino i parchi giochi presenti nelle vicinanze, particolarmente comodi se, come noi, viaggi con bambini.
L’obiettivo della mappa non è farti seguire un percorso obbligato, ma offrirti tutti gli strumenti per organizzare il viaggio nel modo più semplice possibile e adattarlo ai tuoi tempi e alle tue esigenze.
Dove dormire a Berna
Scegliere la zona giusta in cui dormire a Berna è uno degli aspetti che può influenzare maggiormente l’organizzazione del viaggio.
La capitale svizzera non è particolarmente estesa e dispone di un’ottima rete di trasporti pubblici, quindi non è indispensabile soggiornare nel pieno centro storico. Anzi, allontanandosi di pochi minuti è spesso possibile trovare soluzioni più economiche senza rinunciare alla comodità degli spostamenti.
Se hai in programma di visitare Berna in 2 giorni, queste sono le zone che prenderei in considerazione.
Nella mappa che trovi poco sotto ho evidenziato tutte le zone con lo stesso sistema che utilizzo negli altri itinerari del blog: giallo per le aree che consiglio maggiormente, blu scuro per le ottime alternative e azzurro per le zone comunque valide ma leggermente meno comode.
Dormire nel centro storico di Berna
Il centro storico (Altstadt) è la scelta migliore se vuoi avere tutte le principali attrazioni a pochi minuti di distanza.
Da qui puoi raggiungere tranquillamente a piedi la Torre dell’Orologio, il Palazzo Federale, la Cattedrale di Berna e praticamente tutto l’itinerario che ti proporrò più avanti.
Di contro, è anche la zona più costosa della città. Se il budget non è un problema e vuoi vivere appieno l’atmosfera medievale di Berna, è probabilmente la soluzione ideale.
Un altro aspetto da non sottovalutare è che se arrivi in macchina a Berna come abbiamo fatto noi, questa zona è in assoluto la più scomoda tra mancanza di parcheggi e regolamentazione della ztl. Potresti essere costretto a parcheggiare l’auto in un quartiere diverso rendendo meno pratica la visita della città.
Dormire vicino alla stazione di Berna
La zona della stazione ferroviaria è perfetta per chi arriva in treno o desidera spostarsi facilmente anche verso altre città svizzere.
È una zona ricca di negozi, ristoranti e servizi, ben collegata con autobus e tram e a pochi minuti a piedi dal centro storico.
Anche in questo caso i prezzi non sono particolarmente bassi, ma è una delle aree più pratiche in cui soggiornare.
Dormire a Länggasse
Se cerchi un buon compromesso tra tranquillità, prezzi e collegamenti, Länggasse è probabilmente uno dei quartieri più interessanti.
Si tratta di una zona residenziale e universitaria, caratterizzata da un’atmosfera molto rilassata e ben servita dai mezzi pubblici.
Pur trovandosi leggermente fuori dal centro storico, permette di raggiungere rapidamente le principali attrazioni sia a piedi sia in tram, risultando spesso più conveniente rispetto agli hotel del centro.
Dormire a Breitenrain
Breitenrain è un quartiere residenziale molto apprezzato anche dagli abitanti di Berna.
Qui l’atmosfera è più autentica e meno turistica, con numerosi locali frequentati dalla popolazione locale, piccoli negozi e diversi appartamenti disponibili per soggiorni brevi.
Anche questa zona è ben collegata al centro tramite i mezzi pubblici e rappresenta una valida alternativa se vuoi contenere il budget.
Dormire a Kirchenfeld
Kirchenfeld è uno dei quartieri più eleganti della città e ospita alcuni dei musei più importanti di Berna.
È una zona molto tranquilla, ideale per chi cerca un soggiorno rilassante lontano dalle aree più frequentate, pur rimanendo a breve distanza dal centro storico.
Gli alloggi tendono ad avere prezzi medio-alti, ma la posizione e la qualità del contesto li rendono particolarmente interessanti.
Dove abbiamo dormito noi
Per il nostro weekend abbiamo scelto un appartamento prenotato tramite Airbnb in una zona residenziale tra Länggasse e Insel.
La scelta è stata dettata soprattutto da due motivi.
Il primo era il prezzo. A parità di periodo, gli hotel che avevamo preso in considerazione costavano sensibilmente di più, mentre l’appartamento ci permetteva di risparmiare senza rinunciare alla comodità.
Il secondo motivo era legato al fatto che viaggiavamo con una bambina. Avere una cucina, spazi più ampi e una maggiore libertà nella gestione degli orari ci sembrava la soluzione migliore, e col senno di poi rifaremmo la stessa scelta.
C’è però un aspetto che ci ha sorpreso positivamente.
Pensavamo che il Bern Ticket fosse un vantaggio riservato esclusivamente agli hotel. Invece anche il nostro appartamento, essendo regolarmente registrato presso le autorità turistiche, lo includeva gratuitamente.
Questo ci ha permesso di utilizzare autobus e tram senza acquistare alcun biglietto durante tutto il soggiorno, rendendo l’appartamento ancora più conveniente. Nel prossimo capitolo ti spiego meglio come funziona e perché rappresenta uno dei vantaggi meno conosciuti di un soggiorno a Berna.
Come muoversi a Berna
Una delle cose che ci è piaciuta di più di Berna è la facilità con cui si visita.
Il centro storico è compatto e la maggior parte delle attrazioni principali si raggiunge tranquillamente a piedi. Anzi, credo che camminare sia il modo migliore per scoprire la città, perché molte delle sue fontane storiche, dei portici medievali e degli scorci più belli si incontrano proprio passeggiando senza una meta precisa.
Per gli spostamenti più lunghi, invece, Berna dispone di una rete di trasporti pubblici estremamente efficiente.
Bus e tram
Autobus e tram collegano in modo capillare il centro storico con i quartieri residenziali e le principali attrazioni della città, come si può notare dalla mappa ufficiale dei trasporti bernesi.
Noi li abbiamo utilizzati soprattutto per raggiungere l’appartamento dopo le lunghe giornate trascorse a piedi e devo dire che il servizio si è sempre dimostrato puntuale e semplice da utilizzare.
Bern Ticket
Uno dei vantaggi meno conosciuti di un soggiorno a Berna è il Bern Ticket.
Chi pernotta in una struttura ricettiva ufficialmente registrata riceve gratuitamente questo pass, che consente di utilizzare autobus e tram cittadini senza acquistare ulteriori biglietti durante tutta la permanenza.
Molti pensano che sia un beneficio riservato esclusivamente agli hotel, ma non è così. Anche il nostro appartamento prenotato tramite Airbnb aderiva al programma e abbiamo ricevuto il Bern Ticket senza alcun costo aggiuntivo.
È uno di quei piccoli dettagli che possono incidere positivamente sul budget del viaggio e rappresenta un ulteriore motivo per valutare con attenzione la scelta dell’alloggio.
Dove mangiare a Berna
Una delle cose da tenere in considerazione quando organizzi un viaggio a Berna è il costo della vita, che in Svizzera è sensibilmente più alto rispetto all’Italia. Questo vale anche per ristoranti, bar e supermercati.
Proprio per questo motivo, ancora prima di partire avevamo deciso di organizzarci in modo diverso.
Viaggiando in auto dal nord di Milano, abbiamo fatto la spesa in Italia e portato con noi tutto il necessario per preparare colazioni, pranzi e cene nell’appartamento. È stata una scelta dettata soprattutto dalla voglia di contenere il budget, ma anche dalla comodità di poter gestire i pasti con i nostri ritmi, senza dover ogni volta cercare un ristorante, soprattutto viaggiando con una bambina.
Se anche tu raggiungi Berna in macchina, è una soluzione che ti consiglio di prendere in considerazione. Per un soggiorno di due giorni permette di risparmiare una cifra non trascurabile, da destinare magari ad altre esperienze durante il viaggio.
Naturalmente questo non significa che a Berna manchino i posti dove mangiare. Nel centro storico trovi numerosi ristoranti che propongono cucina svizzera, specialità internazionali e locali informali dove fermarti per un pranzo veloce. Se preferisci vivere anche l’aspetto gastronomico della città, non avrai difficoltà a trovare un’ampia scelta.
Noi, però, abbiamo preferito investire il budget in altre esperienze e, tornando indietro, rifaremmo la stessa scelta senza alcun dubbio.
Cosa vedere a Berna in 2 giorni: itinerario completo
Dopo aver visto tutte le informazioni pratiche per organizzare il viaggio, è arrivato il momento di scoprire cosa vedere a Berna in 2 giorni.
Quello che ti propongo non è un itinerario costruito a tavolino, ma il percorso che abbiamo seguito noi durante il nostro weekend. Abbiamo cercato di visitare la città senza correre, concedendoci il tempo di osservare i dettagli, fermarci nei punti panoramici e, ogni tanto, cambiare programma quando qualcosa attirava la nostra attenzione.
Il bello di Berna è proprio questo: il centro storico è raccolto, si gira quasi interamente a piedi e non obbliga a seguire un percorso rigido. Le attrazioni principali si susseguono naturalmente una dopo l’altra e spesso i momenti che ricordi di più nascono proprio tra una tappa e l’altra.
Giorno 1: il centro storico
Il nostro primo giorno è iniziato alla stazione centrale di Berna.
Dall’appartamento abbiamo preso l’autobus e nel giro di pochi minuti ci siamo ritrovati nel cuore della città. Appena usciti dalla stazione abbiamo avuto subito una sensazione che ci avrebbe accompagnato per tutto il weekend: Berna è una capitale che non sembra una capitale.
Non c’è traffico caotico, non ci sono folle di turisti e nemmeno quella frenesia che spesso si respira nelle grandi città europee. Tutto sembra procedere con estrema tranquillità.
Da qui è iniziata la nostra passeggiata lungo il centro storico.
Käfigturm
La prima attrazione che abbiamo incontrato è stata la Käfigturm.

È una delle antiche torri che delimitavano la città medievale e oggi rappresenta quasi un ingresso simbolico al centro storico.
Più che soffermarti troppo sulla torre, il consiglio che mi sento di darti è di iniziare ad osservare ciò che hai intorno.
Da questo momento in poi iniziano infatti i lunghi portici che caratterizzano Berna e che accompagneranno praticamente tutta la visita.
Devo dire che mi hanno lasciato sensazioni contrastanti.
Da un lato li ho trovati estremamente comodi. Avendo visitato Berna durante il ponte del 1° novembre, con temperature piuttosto basse, poter camminare sempre al riparo dal vento ha reso la visita molto più piacevole.
Dall’altro, però, ho avuto spesso la sensazione che fossero quasi troppo imponenti.
Camminando sotto le arcate ti senti un po’ come all’interno di un enorme centro commerciale a cielo coperto. Certo, molto più affascinante, grazie alle tante botteghe storiche e ai negozi caratteristici che si affacciano sotto i portici, ma allo stesso tempo la vista verso la città rimane spesso nascosta.
È una sensazione particolare: i portici proteggono così bene che, a volte, sembra quasi di vivere meno ciò che c’è appena oltre le colonne.
Bärenplatz e Palazzo Federale
Proseguendo si arriva rapidamente a Bärenplatz, una piazza ampia e sempre piuttosto animata.
Da qui si raggiunge il Palazzo Federale, sede del Parlamento svizzero.

È uno di quegli edifici che tutti fotografano, ma che personalmente mi ha colpito soprattutto per il contesto in cui si trova.
Nonostante rappresenti il cuore della politica svizzera, non trasmette quella sensazione di distanza o imponenza tipica di molti edifici istituzionali europei. Anzi, si integra perfettamente con la città e viene vissuto con grande naturalezza anche dagli stessi abitanti.
Il mio consiglio è di non fermarti alla facciata principale.
Passa dietro al palazzo.
Qui si apre una terrazza panoramica che regala una vista davvero spettacolare sulla valle dell’Aare. Noi ci siamo stati in pieno autunno e il colpo d’occhio sul foliage, con gli alberi completamente colorati di giallo, arancione e rosso, è stato uno dei panorami più belli dell’intero weekend.
È uno di quei punti in cui vale la pena fermarsi qualche minuto senza fretta.

Zytglogge
Continuando lungo Kramgasse si arriva inevitabilmente davanti alla Zytglogge, probabilmente il simbolo più famoso di Berna.

Anche noi, come fanno praticamente tutti, ci siamo fermati qualche minuto prima dello scoccare dell’ora per assistere al famoso spettacolo dell’orologio astronomico.
Sarò sincero.
Dopo averne sentito parlare così tanto, ci aspettavamo qualcosa di decisamente più coinvolgente.
È una curiosità simpatica da vedere almeno una volta, ma non credo valga la pena organizzare la giornata in funzione dello spettacolo. Se ti capita di passare da lì qualche minuto prima dell’ora, fermati pure; altrimenti continua tranquillamente la visita senza preoccuparti di tornare indietro.
Le fontane di Berna
Se c’è una cosa che rende immediatamente riconoscibile il centro storico di Berna sono le sue fontane rinascimentali.
Noi, senza nemmeno rendercene conto, abbiamo trasformato la loro ricerca in un piccolo gioco insieme a nostra figlia. Ogni volta che ne compariva una all’orizzonte cercavamo di indovinare quale fosse e ci fermavamo ad osservarne i dettagli prima di riprendere la passeggiata.
È stato un modo semplice ma divertente per coinvolgerla durante la visita e, allo stesso tempo, per scoprire una delle caratteristiche più particolari della città.

Tra tutte, quella che ci è rimasta maggiormente impressa è la Zähringerbrunnen, probabilmente la fontana più simbolica di Berna. Oltre ad essere una delle più belle, racconta le origini della città attraverso la figura dell’orso, animale che da secoli rappresenta il simbolo della capitale svizzera.

Naturalmente ce ne sono molte altre — come la Kindlifresserbrunnen o la Simsonbrunnen — ma il consiglio che mi sento di darti è di non cercarle una ad una. Passeggia con calma e lasciati sorprendere: sono proprio loro a comparire lungo il percorso.
Municipio e Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Lasciando la via principale abbiamo raggiunto la piazza del Municipio.
Rispetto alle strade più frequentate del centro, qui l’atmosfera cambia completamente.
La piazza è molto più tranquilla e rappresenta un angolo piacevole in cui rallentare un momento il ritmo della visita.
Qui si trovano il Municipio di Berna e la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che si distingue dagli altri edifici del centro storico per il suo stile architettonico.

Duomo di Berna (Berner Münster)
Se dovessi scegliere un solo edificio religioso da visitare a Berna, sceglierei senza dubbio il Duomo di Berna.

La prima cosa che colpisce è la facciata principale.
Da lontano sembra quasi “normale”, ma avvicinandoti inizierai a notare una quantità incredibile di statue, bassorilievi e raffigurazioni scolpite sopra il portale d’ingresso. È uno di quei dettagli che nelle fotografie spesso passa inosservato, ma dal vivo riesce davvero a lasciare a bocca aperta.

Molti visitatori si limitano a osservare la facciata e poi proseguono la visita.
Secondo me, invece, vale la pena raggiungere anche il piccolo parco che si trova alle spalle del Duomo.
Da qui si apre una splendida terrazza panoramica affacciata sull’Aare, molto più tranquilla rispetto ad altri punti della città.
Ci siamo fermati qualche minuto semplicemente ad osservare il panorama e ancora una volta abbiamo avuto la conferma di quanto Berna riesca a fondere perfettamente architettura e natura.

Casa di Einstein
L’ultima visita della giornata è stata la Casa di Einstein.
Qui il celebre fisico visse nei primi anni del Novecento insieme alla moglie Mileva e al figlio Hans Albert.
Anche se non sei un appassionato di fisica, è una tappa interessante perché permette di immaginare un Einstein molto diverso da quello che siamo abituati a vedere nei libri di storia: un giovane impiegato dell’Ufficio Brevetti che, proprio durante gli anni trascorsi a Berna, iniziò a sviluppare alcune delle idee che avrebbero cambiato per sempre il mondo della scienza.
È stato un modo piacevole per concludere la nostra prima giornata, prima di rientrare in appartamento e prepararci alla visita del giorno successivo.
Giorno 2: tra panorami, natura e musei
Dopo aver dedicato il primo giorno alla scoperta del centro storico, abbiamo deciso di trascorrere la seconda giornata esplorando i dintorni della città vecchia.
È stata probabilmente la parte del viaggio che mi è piaciuta di più.
Berna riesce infatti a regalare continuamente scorci panoramici sull’Aare e, pur rimanendo sempre a pochi minuti dal centro, dà spesso la sensazione di trovarsi immersi nella natura.
Kramgasse
Per raggiungere il Ponte di Nydegg abbiamo ripercorso ancora una volta Kramgasse, la via principale del centro storico.

Qualcuno potrebbe pensare che rifare la stessa strada sia una perdita di tempo.
In realtà è successo esattamente il contrario.
Camminandoci una seconda volta abbiamo notato tantissimi dettagli che il giorno precedente ci erano completamente sfuggiti: una fontana osservata più da vicino, una vetrina particolare, un edificio che il giorno prima avevamo semplicemente oltrepassato.
È una di quelle strade che cambia continuamente a seconda di dove rivolgi lo sguardo.
Ponte di Nydegg
Proseguendo si raggiunge il Ponte di Nydegg.
È uno dei punti migliori per rendersi conto della posizione davvero particolare di Berna.
Da qui si vede perfettamente come il centro storico sia circondato quasi completamente dall’Aare, che con la sua caratteristica ansa abbraccia l’intera città vecchia.
Anche in questo caso ci siamo fermati qualche minuto semplicemente per osservare il panorama.
Parco degli Orsi
Attraversato il Ponte di Nydegg si raggiunge uno dei luoghi più particolari di tutta Berna: il Parco degli Orsi.
Prima di visitarlo pensavo di trovare qualcosa di simile a un piccolo zoo cittadino. In realtà è un’esperienza completamente diversa.
Gli orsi, simbolo della città fin dalla sua fondazione, vivono all’interno di un’ampia area verde di circa 5.000 metri quadrati, che si sviluppa lungo il pendio fino quasi a raggiungere le rive dell’Aare.
La cosa che mi ha colpito di più è proprio il modo in cui è stato progettato questo spazio.
Non c’è un biglietto da acquistare, non ci sono gabbie e il visitatore non ha mai la sensazione di disturbare gli animali. Si osservano da passerelle e punti panoramici, lasciando agli orsi la possibilità di muoversi liberamente in un ambiente molto più naturale rispetto a quello di uno zoo tradizionale.
Personalmente non ricordo di aver visto nulla di simile in altre città europee, ed è proprio questa unicità che rende il Parco degli Orsi una tappa imperdibile.
Per nostra figlia è stato senza dubbio il momento più bello dell’intero weekend. Ancora oggi, a distanza di tempo, ogni tanto ci torna in mente quel momento e, sorridendo, ci dice ancora: “Ciao orsi!”.

Salita al Rosengarten
Lasciato il Parco degli Orsi abbiamo deciso di raggiungere il Rosengarten a piedi.
La salita richiede un po’ di fiato, ma viene ripagata continuamente dai panorami che si aprono sulla città.
Lungo il percorso ci siamo fermati più volte per scattare qualche fotografia e ammirare Berna dall’alto.
Tra i punti più curiosi c’è la cosiddetta Panchina di Einstein.

Si tratta di una semplice panchina con una statua a grandezza naturale di Albert Einstein seduto in posizione rilassata. La cosa simpatica è che puoi sederti accanto a lui, come se stessi facendo due chiacchiere con il celebre fisico, e scattare una fotografia ricordo.
Può sembrare una piccola attrazione, ma è uno di quei dettagli che rendono la salita più piacevole e meno faticosa.
Rosengarten
Una volta arrivati in cima si raggiunge il Rosengarten, probabilmente il punto panoramico più famoso di Berna.
Oggi è un elegante giardino pubblico con oltre duecento varietà di rose, numerose specie di iris e rododendri, ma il motivo principale per cui tutti salgono fin qui è un altro: la vista.
Dal belvedere si ammira praticamente tutto il centro storico, con l’ansa dell’Aare che lo circonda e, nelle giornate più limpide, le montagne sullo sfondo.
Secondo me è il panorama più bello di tutta Berna.

Noi, però, abbiamo trascorso qui molto più tempo di quanto avessimo previsto.
Il motivo è semplice: all’interno del parco c’è anche un’area giochi molto bella dove nostra figlia si è divertita tantissimo.
È stata una pausa perfetta dopo la salita e uno di quei momenti che ti ricordano come, a volte, un viaggio ben riuscito sia fatto anche di soste senza un programma preciso.
Se viaggi con bambini, ti consiglio di mettere in conto almeno mezz’ora in più rispetto a quello che avevi previsto.
Museo Storico di Berna
Nel pomeriggio abbiamo scelto di visitare il Museo Storico di Berna, uno dei musei più importanti della Svizzera.
L’edificio merita già da solo una visita: ricorda un castello e ospita collezioni che raccontano la storia di Berna e della Svizzera dalla preistoria fino ai giorni nostri.
Il biglietto d’ingresso costa 16 franchi svizzeri per gli adulti e 8 franchi per i bambini dai 6 ai 16 anni. Se invece vuoi visitare anche il Museo Einstein, il biglietto combinato (“Einstein Plus”) costa 18 franchi per gli adulti e 9 franchi per i bambini, mentre i minori di 6 anni entrano gratuitamente.
Proprio il Museo Einstein è stato l’aspetto che ci ha incuriosito di più.
L’esposizione occupa un’intera ala del museo ed è dedicata alla vita e all’opera del celebre fisico nel contesto della storia mondiale. Attraverso filmati, installazioni multimediali, animazioni ed esperimenti interattivi vengono spiegate in modo sorprendentemente semplice anche le sue teorie più rivoluzionarie.
Anche se non hai una particolare passione per la fisica, secondo me è una visita che vale la pena fare. Più che concentrarsi esclusivamente sulle formule scientifiche, il percorso racconta l’uomo Albert Einstein e il periodo storico in cui visse a Berna, rendendo la visita coinvolgente anche per chi parte da conoscenze molto limitate.
Kleine Schanze e Weltpostdenkmal
Prima di rientrare in appartamento siamo tornati verso il centro storico.
Ci siamo fermati ancora una volta nei pressi della Zytglogge e abbiamo concluso la giornata con una passeggiata nel parco della Kleine Schanze.
Qui si trova anche il Weltpostdenkmal, il monumento dedicato all’Unione Postale Universale.
Probabilmente non è una delle attrazioni più famose di Berna, ma ci è sembrato un modo piacevole per terminare il nostro weekend, concedendoci un ultimo momento di tranquillità prima di rientrare.
Ripensandoci oggi, credo che la cosa che ricordo con più piacere di questa seconda giornata non sia un singolo monumento, ma la sensazione di aver visitato una capitale senza mai avere la percezione di trovarmi in una grande città.
Cosa vedere a Berna se hai più tempo
Due giorni sono sufficienti per visitare con calma le principali attrazioni di Berna, ma se hai un giorno in più a disposizione — oppure vuoi costruire un itinerario diverso dal nostro — ci sono altri luoghi che meritano sicuramente una visita.
Noi abbiamo scelto di dedicare il pomeriggio del secondo giorno al Museo Storico, ma durante l’organizzazione del viaggio avevamo preso in considerazione anche queste attrazioni.
Museo di Storia Naturale
Se viaggi con bambini, il Museo di Storia Naturale è probabilmente una delle alternative più interessanti.
Le collezioni comprendono migliaia di reperti, animali tassidermizzati, fossili e minerali provenienti da tutto il mondo. Tra le sezioni più apprezzate c’è quella dedicata alla fauna alpina e alla biodiversità svizzera.
Zoo
Se viaggi con bambini oppure hai a disposizione un giorno in più, prenderei in considerazione anche una visita al Tierpark Dählhölzli, lo zoo di Berna.
A differenza di molti giardini zoologici tradizionali, qui l’attenzione è rivolta soprattutto agli animali europei e agli habitat naturali. Il parco si sviluppa lungo le rive dell’Aare e ospita numerose specie, tra cui lupi, linci, bisonti, lontre, foche e molti altri animali.
Una delle caratteristiche più interessanti è che una parte dello zoo è accessibile gratuitamente, mentre l’area principale richiede il pagamento di un biglietto d’ingresso.
Noi abbiamo preferito dedicare il poco tempo a disposizione al centro storico, ma se avessimo avuto un giorno in più sarebbe stata una delle attrazioni che avremmo preso maggiormente in considerazione, soprattutto viaggiando con una bambina.
Museo della Comunicazione
È uno dei musei più originali di Berna.
Il percorso è fortemente interattivo e racconta l’evoluzione della comunicazione, dai primi sistemi postali fino ai moderni strumenti digitali.
È una visita particolarmente adatta alle famiglie e a chi preferisce un’esperienza meno tradizionale rispetto ai classici musei storici.
Museo di Arte Contemporanea (Kunsthalle Bern)
Se ami l’arte contemporanea, la Kunsthalle Bern rappresenta una tappa quasi obbligata.
Più che una collezione permanente, ospita mostre temporanee dedicate ad artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo ed è considerata uno degli spazi espositivi più importanti della Svizzera.
Museo d’Arte di Berna (Kunstmuseum Bern)
Il Kunstmuseum Bern è il museo d’arte più antico della Svizzera e custodisce una collezione davvero notevole.
Al suo interno sono esposte opere di artisti come Pablo Picasso, Ferdinand Hodler e Paul Klee, oltre a numerosi capolavori dell’arte europea dal Medioevo fino all’età contemporanea.
Se hai una passione per la pittura, è probabilmente uno dei musei che prenderei maggiormente in considerazione.
Zentrum Paul Klee
Tra tutti i musei che non siamo riusciti a visitare, questo è probabilmente quello che mi incuriosiva di più.
Lo Zentrum Paul Klee è interamente dedicato all’artista svizzero-tedesco e ospita la più grande collezione al mondo delle sue opere.
Oltre all’importanza della collezione, merita una visita anche il particolare edificio progettato da Renzo Piano, che con le sue forme ondulate è ormai diventato uno dei simboli architettonici della Berna moderna.
Se ami l’arte, credo che rappresenti una delle migliori ragioni per aggiungere un terzo giorno al tuo soggiorno in città.
Se dovessi tornare a Berna
Se un giorno dovessi tornare a Berna, vorrei dedicare molto più tempo al lato culturale della città, perché durante il nostro viaggio ho dovuto lasciare fuori dall’itinerario alcuni musei.
Tra tutti, quelli che mi incuriosiscono maggiormente sono il Kunstmuseum Bern e lo Zentrum Paul Klee.
Credo che rappresentino un ottimo motivo per programmare un nuovo weekend nella capitale svizzera, magari in un periodo diverso dall’autunno, e, conoscendomi, è molto probabile che prima o poi succeda.
Cosa vedere nei dintorni di Berna: due luoghi che meritano una visita
Il nostro weekend a Berna sarebbe potuto terminare con il viaggio di ritorno verso casa.
Invece abbiamo deciso di fare una scelta diversa.
Piuttosto che percorrere la stessa strada dell’andata, abbiamo approfittato del rientro per fare una deviazione verso Interlaken e visitare due luoghi che desideravo vedere da tempo. È stata una decisione presa già durante l’organizzazione del viaggio e, col senno di poi, credo sia stata una delle idee migliori dell’intero weekend.
Se anche tu raggiungerai Berna in automobile, ti consiglio di valutare questa possibilità. Le due attrazioni si trovano a poca distanza l’una dall’altra e possono essere visitate tranquillamente nella stessa giornata, trasformando il viaggio di ritorno in un’esperienza che difficilmente dimenticherai.
Grotte di San Beato
La prima tappa del nostro rientro è stata alle Grotte di San Beato, affacciate sul Lago di Thun.
È uno di quei luoghi che riescono a sorprendere fin dal primo momento. Ancora prima di entrare nelle grotte, l’imponente cascata, il panorama sul lago e sulle montagne circostanti vale da solo la deviazione.
La visita prosegue poi all’interno della montagna, lungo un percorso che attraversa gallerie, cascate sotterranee, laghetti e spettacolari formazioni calcaree create nel corso di migliaia di anni.
È un’esperienza completamente diversa rispetto alla visita di Berna e rappresenta il modo perfetto per aggiungere una componente più naturalistica al viaggio.
Se stai pensando di inserirle nel tuo itinerario, ti consiglio di leggere anche la guida completa dedicata alle Grotte di San Beato. Troverai informazioni pratiche su dove parcheggiare, i tempi di visita e tutti i consigli che avremmo voluto conoscere prima di partire.
Gola dell’Aare
Dopo aver lasciato le Grotte di San Beato ci siamo rimessi in viaggio verso la seconda tappa della giornata: la Gola dell’Aare.
Anche in questo caso ci siamo trovati davanti a uno di quei luoghi che le fotografie riescono solo in parte a raccontare.
La passerella sospesa tra le pareti rocciose permette di attraversare una gola scavata dall’acqua nel corso di migliaia di anni, con pareti che in alcuni punti raggiungono oltre 180 metri di altezza mentre il fiume scorre impetuoso pochi metri più in basso.
È una passeggiata semplice, adatta praticamente a tutti, ma capace di regalare scorci davvero spettacolari lungo tutto il percorso.
Anche per questa attrazione ho preparato una guida completa. Se hai intenzione di visitare la Gola dell’Aare, ti consiglio di darle un’occhiata: troverai tutte le informazioni sui due ingressi, i parcheggi, il percorso e alcuni suggerimenti pratici che possono aiutarti a organizzare la visita al meglio.
I consigli di Fra
Se dovessi organizzare oggi lo stesso viaggio, ci sono alcune cose che rifarei esattamente allo stesso modo e altre che consiglierei a chi visita Berna per la prima volta.
Dedica a Berna almeno due giorni
Molti la considerano una città da visitare in giornata, ma secondo me sarebbe un peccato.
Due giorni sono il giusto compromesso per scoprire il centro storico con calma, visitare i principali monumenti e concedersi qualche pausa nei punti panoramici. In un giorno solo non riusciresti ad estrarre l’essenza di questa capitale diversa dalle altre.
Se arrivi in auto, sfrutta il viaggio
È probabilmente il consiglio più importante che mi sento di dare.
Se raggiungi Berna in automobile, prova a non considerare il viaggio come un semplice trasferimento. Noi abbiamo scelto di rientrare passando da Interlaken e quella deviazione si è trasformata in una delle parti più belle dell’intero weekend.
Lo stesso ragionamento vale anche se preferisci viaggiare in treno. Piuttosto che scegliere il collegamento più veloce da Milano, prenderei seriamente in considerazione il Trenino Verde delle Alpi da Domodossola: il percorso attraversa alcuni dei paesaggi più belli della Svizzera e permette anche di fermarsi nelle località intermedie, come Thun, trasformando il viaggio stesso in un’esperienza.
Non avere fretta di spuntare le attrazioni
La vera bellezza di Berna non è fatta soltanto di monumenti.
Prenditi il tempo per passeggiare sotto i portici, fermarti ad osservare le fontane, sederti in uno dei punti panoramici e semplicemente guardare la città.
È uno di quei luoghi che si apprezzano molto più lentamente che di corsa.
Approfitta del Bern Ticket
Se soggiorni in una struttura ricettiva registrata, ricorda di verificare se hai diritto al Bern Ticket.
Per noi è stata una piacevole sorpresa e ci ha permesso di utilizzare gratuitamente autobus e tram durante tutto il soggiorno.
Non perderti il Rosengarten
Se dovessi scegliere un solo punto panoramico di Berna, sceglierei senza dubbio il Rosengarten.
Non soltanto per la vista sul centro storico, ma anche perché rappresenta uno dei luoghi più piacevoli in cui fermarsi e godersi la città senza fretta.
Domande frequenti su Berna
Quanti giorni servono per visitare Berna?
Due giorni sono il tempo ideale per visitare il centro storico, i principali monumenti e i punti panoramici senza dover correre. Se desideri visitare anche alcuni musei o esplorare i dintorni della città, valuta di aggiungere un terzo giorno.
Berna si visita a piedi?
Sì. Il centro storico è piuttosto piccolo e gran parte delle attrazioni si raggiunge tranquillamente a piedi. Per gli spostamenti più lunghi puoi utilizzare autobus e tram, che funzionano molto bene.
Vale la pena dormire nel centro storico?
Se il budget lo permette, il centro storico è la zona più comoda. In alternativa puoi scegliere quartieri ben collegati come Länggasse o Breitenrain, spesso più convenienti e comunque vicini alle principali attrazioni.
Il Bern Ticket è incluso anche negli appartamenti Airbnb?
Sì, purché l’appartamento sia una struttura ricettiva regolarmente registrata presso le autorità competenti. Anche noi, soggiornando in un appartamento prenotato tramite Airbnb, lo abbiamo ricevuto gratuitamente.
Qual è il periodo migliore per visitare Berna?
La primavera e l’autunno sono probabilmente i periodi migliori. Noi siamo stati a Berna durante il ponte del 1° novembre e abbiamo trovato un’atmosfera molto piacevole, con il foliage che rendeva ancora più belli i panorami sulla città.
Cosa vedere nei dintorni di Berna?
Se viaggi in automobile, ti consiglio di prendere in considerazione le Grotte di San Beato e la Gola dell’Aare. Si trovano entrambe nella zona di Interlaken e possono essere visitate nella stessa giornata.
Vale la pena visitare Berna?
Assolutamente sì.
Prima di partire pensavo di trovare una capitale elegante e ben organizzata. Quello che non mi aspettavo era di scoprire una città così tranquilla, rilassata e piacevole da vivere.
Berna non colpisce con monumenti giganteschi o attrazioni spettacolari. Ti conquista poco alla volta.
Lo fa attraverso i suoi portici medievali, le fontane rinascimentali, i panorami sull’Aare, il Rosengarten, la fossa degli orsi e quella sensazione di equilibrio che accompagna ogni passeggiata nel centro storico.
È una destinazione che consiglio soprattutto a chi ama visitare le città senza fretta, concedendosi il tempo di osservare i dettagli e vivere l’atmosfera del luogo.
Noi abbiamo trascorso qui due giorni che ricorderemo con grande piacere, ma il viaggio non si è concluso con Berna. La deviazione verso le Grotte di San Beato e la Gola dell’Aare ha reso questo weekend ancora più speciale e ci ha confermato quanto la Svizzera riesca a sorprendere anche con luoghi meno conosciuti.
E, se devo essere sincero, una ragione per tornare ce l’ho già.
Durante la preparazione del viaggio avevo dovuto rinunciare ad alcuni musei che mi incuriosivano molto, primo fra tutti il Zentrum Paul Klee.
Conoscendomi, è solo questione di tempo.
Se vuoi esplorare altri luoghi simili, visita la pagina dedicata alle capitali e grandi città.
Fra quanto si parte per Berna?
Sto già organizzando il prossimo weekend!

