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Come risparmiare per viaggiare di più anche con uno stipendio normale

“Il problema non è guadagnare di più. Il problema è decidere cosa conta davvero.”

Molte persone credono che per viaggiare spesso serva uno stipendio alto. Noi pensavamo la stessa cosa.

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Se ti stai chiedendo come risparmiare per viaggiare di più, probabilmente hai già sentito o letto decine di consigli. C’è chi ti dice di rinunciare al caffè al bar. Chi ti consiglia di eliminare Netflix. Chi sostiene che dovresti smettere di comprare vestiti.

E poi ci sono articoli che parlano solo di voli low cost, offerte last minute e hotel economici.

Sono tutti consigli validi, ma affrontano il problema dalla prospettiva sbagliata.

La vera domanda, infatti, non è:

“Come posso spendere meno durante un viaggio?”

La domanda è un’altra.

“Come fanno alcune persone a permettersi più viaggi ogni anno pur avendo uno stipendio normale?”

Per molto tempo ce lo siamo chiesti anche noi.

Io e mia moglie siamo due impiegati. Abbiamo uno stipendio assolutamente normale, probabilmente anche leggermente inferiore rispetto ad altre persone che conosciamo e che svolgono lavori simili ai nostri. Abbiamo un mutuo da pagare, le bollette, le spese per l’auto, le spese quotidiane.

E soprattutto una bambina, con tutto quello che comporta: prima l’asilo nido, oggi la scuola e tutte le spese che inevitabilmente fanno parte della vita di una famiglia.

Insomma, la nostra situazione è molto simile a quella di tante altre famiglie italiane.

Eppure, ogni anno riusciamo comunque a fare:

  • uno o due viaggi importanti durante l’estate;
  • diversi viaggi sfruttando i ponti del calendario;
  • qualche weekend lungo durante l’anno.

No, non siamo ricchi. No, non siamo nomadi digitali. No, non viviamo di viaggi.

Semplicemente, a un certo punto abbiamo iniziato a gestire i nostri soldi in modo diverso.

Ed è proprio questo il motivo per cui ho deciso di scrivere questo articolo.

Non voglio convincerti a fare le nostre stesse scelte.

Voglio semplicemente mostrarti il metodo che utilizziamo da anni per finanziare i nostri viaggi e che, con i dovuti adattamenti, può essere applicato anche alla tua situazione.

Perché una cosa l’abbiamo imparata, viaggiare di più non dipende solo da quanto guadagni, dipende soprattutto da come scegli di utilizzare i soldi che hai a disposizione.

In breve: il Metodo di Fra

Per noi risparmiare per viaggiare di più non significa rinunciare a tutto, ma costruire un sistema che indirizzi una parte del budget verso ciò che conta davvero.

Il Metodo di Fra si basa su quattro pilastri.

  • Conoscere con precisione le proprie spese fisse.
  • Creare un Conto Vacanze separato dal conto principale.
  • Fare scelte consapevoli in base alle proprie priorità.
  • Creare piccole regole che rendano il risparmio automatico.

Nei prossimi paragrafi vedremo ciascun pilastro nel dettaglio.

Prima di parlare di soldi, bisogna parlare di priorità

C’è un errore che vedo fare molto spesso quando si parla di risparmio: si parte subito con una lista di cose da eliminare. Niente cene fuori, niente aperitivi, niente shopping, niente abbonamenti, come se vivere con meno fosse automaticamente la strada giusta.

Io non la penso così, anzi, credo che questo sia uno dei motivi per cui tante persone iniziano a risparmiare con entusiasmo e dopo pochi mesi abbandonano tutto, perché stanno semplicemente togliendo cose dalla loro vita.

Noi, invece, abbiamo fatto il percorso opposto, quando ci siamo resi conto che i nostri stipendi non sarebbero aumentati da un giorno all’altro, ci siamo seduti a tavolino e ci siamo fatti una domanda molto semplice.

Che cosa ci rende davvero felici?

Non cosa ci piace, non cosa facciamo per abitudine, ma cosa, guardandoci indietro tra qualche anno, ci farà dire:

“Ne è valsa davvero la pena.”

Per qualcuno la risposta potrebbe essere uscire a cena ogni settimana, per qualcun altro potrebbe essere cambiare spesso automobile, per altri ancora acquistare tecnologia, dedicarsi a un hobby costoso o andare allo stadio tutte le domeniche.

E sai una cosa? Sono tutte risposte giuste, perché non esiste una classifica universale delle priorità, esistono soltanto le tue.

La nostra risposta, invece, è stata molto chiara: viaggiare.

Non perché una cena fuori non ci piaccia, non perché non ci faccia piacere fare un aperitivo con gli amici, ma perché ci siamo accorti che nessuna di queste esperienze ci lasciava quello che ci lasciava un viaggio.

Un viaggio ci regala ricordi, ci permette di stare insieme, ci fa conoscere posti nuovi, ci fa uscire dalla routine. È l’esperienza che, più di ogni altra, aggiunge valore alla nostra vita.

Ed è stato proprio in quel momento che è cambiato tutto.

Perché abbiamo smesso di chiederci:

“Come possiamo risparmiare?”

E abbiamo iniziato a chiederci:

“Come possiamo destinare più risorse a ciò che per noi conta davvero?”

Può sembrare una differenza solo linguistica, in realtà cambia completamente il modo di vedere il denaro.

Perché il nostro obiettivo non è mai stato spendere il meno possibile, il nostro obiettivo è sempre stato spendere il più possibile nelle cose che per noi hanno davvero valore.

E per farlo, abbiamo imparato a riconoscere una differenza fondamentale.

Ci sono spese che fanno parte della vita e che non possiamo evitare, poi ci sono spese che, invece, sono semplicemente delle scelte. È proprio da questa distinzione che nasce tutto il mio metodo.

Perché per noi i viaggi valgono più degli oggetti

La nostra è una scelta personale, ma è interessante sapere che non si basa solo sulle nostre sensazioni.

Negli ultimi anni, diversi studi di psicologia dei consumi hanno osservato che, una volta soddisfatti i bisogni fondamentali, spendere denaro in esperienze tende a generare una soddisfazione più duratura rispetto all’acquisto di beni materiali. Le esperienze diventano parte della nostra identità, rafforzano le relazioni e continuano a regalarci emozioni anche quando le ricordiamo.

Questa ricerca non significa che acquistare oggetti sia sbagliato. Significa semplicemente che, se il tuo obiettivo è aumentare il benessere nel lungo periodo, investire in esperienze come un viaggio può essere una scelta sorprendentemente efficace.

Il Metodo di Fra

A questo punto dovrebbe esserti chiaro che come risparmiare per viaggiare di più non significa fare una vita di rinunce, ma costruire un sistema che permetta di finanziare ciò che per te conta davvero.

Negli anni ci siamo accorti che, senza rendercene conto, avevamo costruito un sistema che ci permetteva di finanziare i nostri viaggi senza stravolgere la nostra vita.

Non è nato in un giorno, non arriva da un libro di finanza personale e non pretende di essere l’unico metodo possibile, è semplicemente il sistema che, nella nostra famiglia, ha funzionato meglio.

Lo abbiamo perfezionato nel tempo, correggendo errori, eliminando abitudini inutili e introducendo piccole regole che oggi seguiamo quasi automaticamente.

Mi piace chiamarlo semplicemente Il Metodo di Fra.

Non è fatto di rinunce estreme, non richiede stipendi elevati e, soprattutto, non ti obbliga a vivere come un monaco pur di mettere da parte qualche euro.

È il mio metodo su come risparmiare per viaggiare di più senza dover rinunciare a tutto il resto.

Si basa su quattro pilastri molto semplici.

  1. Conoscere le proprie spese fisse.
  2. Dare una destinazione precisa ai propri soldi.
  3. Fare scelte consapevoli in base alle proprie priorità.
  4. Creare piccole regole che rendano queste scelte automatiche.
Come risparmiare per viaggiare di più: il Metodo di Fra

Presi singolarmente potrebbero sembrare banali. Messi insieme, invece, hanno cambiato completamente il nostro modo di gestire il denaro. Ed è proprio dal primo pilastro che voglio partire, perché, senza quello, tutto il resto rischia di crollare come un castello di carte.

Il primo pilastro: conoscere le proprie spese fisse

Prima di mettere da parte dei soldi e prima ancora di decidere quanto risparmiare, c’è una cosa che secondo me è indispensabile: sapere con una buona precisione quanto costa la tua vita ogni mese.

Può sembrare banale, in realtà è il motivo per cui molte persone credono di non riuscire a risparmiare. Quando chiedo a qualcuno:

“Quanto spendi ogni mese?”

quasi sempre la risposta è molto vaga.

“Più o meno…”

“Credo…”

“Circa…”

Ma se non sai quanto spendi davvero, come puoi decidere quanti soldi destinare ai tuoi viaggi?

Noi siamo partiti proprio da qui: ci siamo seduti a tavolino e abbiamo fatto un elenco di tutte le spese che fanno parte della nostra vita quotidiana.

Per noi, ad esempio, le spese fisse comprendono:

  • il mutuo;
  • le bollette;
  • le spese per l’auto;
  • la spesa alimentare;
  • la scuola di nostra figlia (prima era l’asilo nido);
  • gli abbonamenti a Internet e al telefono;
  • i vestiti.

Sono tutte spese che esistono indipendentemente dal fatto che decidiamo o meno di fare un viaggio.

Ed è qui che abbiamo capito una cosa molto importante: molte persone inseriscono nello stesso calderone anche gli aperitivi, le cene fuori, gli abbonamenti alle piattaforme di streaming o la palestra. Secondo me è un errore, perché quelle non sono spese fisse, sono scelte.

Attenzione, non sto dicendo che siano inutili, sto dicendo che sono cose diverse. Se ogni venerdì sera vai a cena con gli amici, non c’è nulla di sbagliato, ma quella non è una spesa inevitabile, è una decisione.

Distinguere le due categorie cambia completamente il modo in cui guardi il tuo bilancio familiare.

Una volta fatto questo lavoro, succede una cosa interessante, ti rendi conto che esiste una cifra che, ogni mese, rimane dopo aver pagato tutto quello che serve davvero.

Ed è proprio quella cifra che diventa il punto di partenza del metodo, non il punto di arrivo.

Il secondo pilastro: dare una destinazione ai soldi

Se ti stai chiedendo come risparmiare per viaggiare di più, la decisione che ha fatto la differenza per noi è stata una: aprire un conto corrente dedicato esclusivamente alle vacanze.

Può sembrare un dettaglio, ma per noi è stato un punto di svolta.

Fino a quel momento cercavamo semplicemente di “lasciare qualche soldo sul conto”.

Il problema è che quei soldi avevano sempre la stessa fine, venivano utilizzati per qualcos’altro: una spesa imprevista, un acquisto impulsivo, un’uscita in più.

Non succedeva perché fossimo irresponsabili, succedeva perché quei soldi erano sempre lì, davanti ai nostri occhi. Così abbiamo deciso di separarli, abbiamo aperto un secondo conto corrente con caratteristiche molto semplici:

  • completamente online;
  • senza costi di gestione;
  • con la possibilità di aprire facilmente un conto deposito;
  • se possibile con una piccola remunerazione.

Quel conto ha iniziato ad avere un solo scopo: finanziare i viaggi.

Lo abbiamo ribattezzato, semplicemente, Conto Vacanze.

Da quel momento abbiamo impostato un bonifico automatico sia dal mio conto sia da quello di mia moglie, ogni mese, lo stesso giorno in cui riceviamo lo stipendio.

Senza pensarci, senza decidere ogni volta, senza tentazioni.

La curiosità è che non abbiamo avuto la sensazione di risparmiare di più, abbiamo avuto la sensazione di avere meno soldi disponibili sul conto principale.

Può sembrare la stessa cosa, in realtà è completamente diverso, perché quei soldi, una volta spostati, smettevano di essere denaro “libero”. Avevano già una destinazione, erano già diventati il prossimo viaggio.

Ed è qui che il metodo ha iniziato a funzionare, perché abbiamo eliminato una delle cose più difficili quando si prova a risparmiare: la necessità di decidere continuamente.

Non dovevamo più chiederci ogni mese: “quanti soldi mettiamo da parte?”, lo avevamo già deciso, il sistema lavorava al posto nostro.

Con il passare dei mesi il Conto Vacanze cresceva lentamente, a volte grazie ai bonifici mensili, a volte grazie a una piccola remunerazione del conto deposito, a volte perché ci finiva dentro una parte della tredicesima o un bonus aziendale, ma soprattutto cresceva perché quei soldi avevano ormai una missione precisa.

Non erano più soldi “da spendere”, erano già diventati esperienze future.

Ed è una differenza enorme, perché quando un euro ha già uno scopo, è molto più difficile utilizzarlo per qualcosa che, in quel momento, conta meno.

Come risparmiare per viaggiare di più: il Conto Vacanze

Quanto bisogna mettere nel Conto Vacanze?

Questa è probabilmente la domanda che ti starai facendo e la risposta è molto semplice: dipende da te. E soprattutto dipende da una sola operazione:

Stipendio – spese fisse = quota disponibile

Quella quota rappresenta il margine che hai ogni mese.

Non significa che debba finire tutto nei viaggi, significa che da quel momento puoi iniziare a scegliere. Vuoi destinare il 10% ai viaggi? Perfetto. Vuoi destinarne il 30%? Va benissimo. Vuoi destinarne il 50%? Se è una scelta sostenibile per la tua famiglia, è altrettanto giusto.

Ed è qui che il metodo cambia completamente prospettiva, perché non ti dice quanto devi risparmiare, ti chiede soltanto:

Quanto sono importanti i viaggi nella tua vita?

La risposta a questa domanda determinerà automaticamente il budget che costruirai durante l’anno. Ed è proprio da qui che nasce il terzo pilastro del metodo.

Il terzo pilastro: fare scelte consapevoli, non rinunce

Arrivati a questo punto, molte persone pensano che il passo successivo sia iniziare a tagliare tutte le spese possibili, in realtà è esattamente il contrario.

Il mio metodo non consiste nel spendere meno, consiste nello spendere meglio.

Può sembrare una differenza sottile, ma è proprio qui che si gioca tutto.

Per anni il concetto di risparmio è stato raccontato come una lunga serie di rinunce: niente cene fuori, niente aperitivi, niente shopping.

Il problema è che una strategia basata solo sulle rinunce funziona per qualche settimana, poi arriva il momento in cui senti di esserti privato di troppe cose e torni esattamente alle vecchie abitudini.

Noi non volevamo questo, non volevamo vivere aspettando solo le ferie estive, volevamo continuare a goderci la vita durante tutto l’anno.

Per questo ci siamo fatti una domanda diversa:

Quali spese ci rendono davvero felici e quali, invece, sono diventate semplicemente un’abitudine?

La risposta ci ha sorpresi. Ci siamo accorti che molte spese non erano davvero importanti, erano automatiche: l’aperitivo del venerdì, la cena fuori senza un’occasione particolare, la colazione al bar ogni mattina, l’abbonamento che continuavamo a pagare perché “ormai c’è”.

Piccole spese che, prese singolarmente, sembravano irrilevanti, sommate nell’arco di un anno, però, raccontavano una storia diversa.

Così abbiamo iniziato a fare degli esperimenti. Abbiamo sostituito alcuni aperitivi con un semplice caffè, abbiamo invitato gli amici a cena a casa invece di uscire ogni volta al ristorante, abbiamo iniziato a portarci il pranzo in ufficio con maggiore frequenza.

La cosa sorprendente? La nostra vita non è cambiata quasi per niente, continuavamo a vedere gli amici, continuavamo a uscire, continuavamo a stare bene, ma alla fine del mese avevamo qualche centinaio di euro in più da destinare ai viaggi.

Non abbiamo eliminato ciò che ci rendeva felici, abbiamo eliminato ciò che non faceva abbastanza differenza nella nostra vita, perché, quando arriva il momento di scegliere tra un aperitivo in più e un weekend in una capitale europea, noi sappiamo già quale delle due esperienze ricorderemo ancora tra dieci anni.

Naturalmente questa è la nostra risposta, la tua potrebbe essere diversa, ed è giusto così.

Se per te uscire a cena ogni settimana è uno dei momenti più belli della tua vita, non c’è alcun motivo per rinunciarci.

Il punto non è fare le stesse scelte che facciamo noi, il punto è fare scelte coerenti con ciò che conta davvero per te.

Il quarto pilastro: creare regole che ti rendano tutto più facile

Sai qual è il momento in cui si prendono le decisioni peggiori?

Quando dobbiamo decidere sul momento. Succede con gli acquisti impulsivi, succede con le offerte, succede con gli sconti, succede ogni volta che ci convinciamo con la frase: “In fondo me lo merito.”

È una frase che ci siamo detti tantissime volte anche noi.

Per questo, nel tempo, abbiamo iniziato a introdurre delle piccole regole, non perché siano magiche, ma perché ci evitano di dover discutere ogni volta con noi stessi.

La regola della settimana

Ti faccio un esempio concreto.

Per diverso tempo ho pensato di iscrivermi in palestra, ogni volta vedevo un’offerta interessante e mi dicevo: “questa volta lo faccio”.

Poi mi sono imposto una regola molto semplice: aspetta una settimana. Durante quella settimana allenati comunque. Vai a correre, fai esercizi a casa, esci in bicicletta, sali e scendi le scale di casa invece di utilizzare l’ascensore.

Se dopo sette giorni senti ancora la stessa motivazione, allora probabilmente non si tratta di un acquisto impulsivo, è una scelta ragionata.

Se invece l’entusiasmo è già passato, significa che stavi comprando un’idea, non una reale necessità.

Da quando applico questa regola ho evitato diversi acquisti di cui, probabilmente, mi sarei pentito dopo poche settimane.

La regola del doppio

Questa è una delle tecniche che preferisco e funziona così: immagina di voler acquistare un robot aspirapolvere da 500 euro. Potresti comprarlo subito, oppure potresti darti una regola.

Prima metti da parte 1.000 euro, quando hai raggiunto quella cifra, puoi decidere.

Se il robot aspirapolvere ti serve ancora davvero, spendi i tuoi 500 euro e gli altri 500 finiscono nel Conto Vacanze.

Se invece ti rendi conto che puoi farne a meno, l’intera somma resta disponibile per finanziare il prossimo viaggio.

È una tecnica molto semplice, ma ha un effetto interessante: ti costringe a rallentare, e spesso il tempo è il miglior antidoto contro gli acquisti impulsivi.

Le piccole decisioni che, messe insieme, hanno cambiato il nostro budget

Nessuna di queste scelte, presa singolarmente, ci avrebbe permesso di fare un viaggio in più, ma tutte insieme hanno fatto una differenza enorme. Per esempio:

  • a lavoro ci portiamo spesso il pranzo da casa invece di mangiare fuori ogni giorno;
  • al bar prendiamo quasi sempre solo un caffè invece di fare colazione;
  • manteniamo un solo abbonamento alle piattaforme di streaming per volta;
  • acquistiamo i vestiti solo durante i saldi;
  • per nostra figlia non abbiamo mai avuto problemi a comprare giochi o vestiti di seconda mano, soprattutto quando sono in ottime condizioni;
  • una parte della tredicesima finisce direttamente nel Conto Vacanze;
  • lo stesso vale per eventuali premi o bonus ricevuti durante l’anno;
  • da diversi anni io e mia moglie abbiamo deciso di non farci regali per compleanni, anniversari o Natale. Preferiamo trasformare quel budget in un’esperienza da vivere insieme.

Nessuna di queste decisioni è obbligatoria, sono semplicemente le scelte che funzionano per noi. E proprio perché funzionano per noi, ci permettono di finanziare ciò che consideriamo davvero importante.

Un esempio concreto: come può cambiare il budget per i viaggi

Facciamo un esempio molto semplice.

Immagina una famiglia con 3.500 euro di entrate mensili complessive.

Dopo aver pagato tutte le spese fisse — mutuo, bollette, alimentazione, auto, scuola e tutto il resto — rimangono circa 1.000 euro al mese.

Questi 1.000 euro rappresentano il margine di scelta.

Non il denaro da spendere necessariamente, il denaro su cui puoi decidere.

Se scegli di destinare solo 100 euro al mese al Conto Vacanze, alla fine dell’anno avrai accumulato circa 1.200 euro.

Magari sufficienti per un weekend lungo o per coprire una parte delle vacanze estive, ma immagina di guardare con attenzione le tue abitudini.

Scopri che ogni mese spendi circa:

  • 120 euro in aperitivi;
  • 100 euro in pranzi fuori;
  • 80 euro tra abbonamenti che usi poco e piccoli acquisti impulsivi.

Non significa che tu debba eliminare tutto, magari decidi semplicemente di dimezzare queste spese.

Hai appena liberato altri 150 euro al mese.

A questo punto il Conto Vacanze non riceve più 100 euro.

Ne riceve 250, che in un anno diventano 3.000 euro.

Come risparmiare per viaggiare di più: l'accumulo mese dopo mese

Senza aver chiesto un aumento, senza aver cambiato lavoro, senza aver stravolto la tua vita.

Hai semplicemente deciso che, per te, un viaggio valeva più di alcune spese che fino a quel momento facevi quasi senza pensarci.

Ed è proprio questo il cuore del metodo, non “trovare più soldi”, ma dare una direzione diversa ai soldi che hai già.

Naturalmente i numeri sono puramente indicativi. Ogni famiglia avrà spese, entrate e priorità diverse. Quello che conta non è l’importo, ma il ragionamento che c’è dietro.

Questo esempio dimostra che risparmiare per viaggiare di più non significa necessariamente aumentare il proprio reddito.

Non devi copiare il mio metodo. Devi costruire il tuo

Se sei arrivato fin qui, forse ti aspetti che ti dica di fare esattamente quello che facciamo noi, ma la verità è che sarebbe un errore.

Ogni famiglia ha una situazione diversa: c’è chi ha un mutuo molto più alto del nostro, chi vive in affitto, chi ha due figli, chi lavora come libero professionista, chi ha uno stipendio variabile.

Ed è proprio per questo che non esiste una formula universale.

Il Metodo di Fra non è una lista di regole da seguire alla lettera, è un modo diverso di prendere decisioni.

Noi abbiamo scelto di destinare una parte importante del nostro budget ai viaggi perché sono l’esperienza che dà più valore alla nostra vita, per qualcun altro potrebbe non essere così.

Magari ami andare allo stadio ogni domenica, oppure uscire a cena ogni settimana, o ancora dedicarti a una grande passione che assorbe tempo e denaro.

Non c’è niente di sbagliato, l’importante è che le tue spese raccontino davvero le tue priorità.

Perché, se ci pensi bene, ogni euro che spendiamo è una scelta, ogni acquisto dice qualcosa di quello che consideriamo importante.

La domanda che dovresti porti non è:

“Come posso spendere meno?”

Ma piuttosto:

“Quello che sto pagando oggi mi rende davvero felice quanto l’obiettivo a cui sto rinunciando?”

È una domanda semplice, ma, almeno per noi, ha cambiato completamente il modo di gestire il denaro.

Viaggiare di più non significa vivere di rinunce

C’è un ultimo messaggio che vorrei lasciarti.

Ogni volta che pubblico una foto di un viaggio, ricevo spesso commenti come:

“Beati voi.”

Oppure:

“Io purtroppo non posso permettermelo.”

A volte è vero.

Ci sono situazioni economiche in cui, semplicemente, la priorità è arrivare alla fine del mese e sarebbe fuori luogo dire il contrario.

Ma tante altre volte il problema non è il reddito, è che i viaggi competono con decine di altre spese che, mese dopo mese, assorbono il nostro budget senza che ce ne rendiamo conto.

Ed è proprio qui che il metodo può fare la differenza, non perché ti farà guadagnare di più, non perché ti insegnerà qualche trucco segreto, ma perché ti aiuterà a essere più intenzionale.

A dare un nome ai tuoi obiettivi, a decidere prima dove vuoi che vadano i tuoi soldi, invece di chiederti a fine mese dove siano finiti.

Noi continuiamo a uscire con gli amici, continuiamo a concederci qualche cena fuori, continuiamo a comprare qualcosa che ci piace.

Semplicemente, abbiamo imparato a riconoscere la differenza tra ciò che desideriamo davvero e ciò che acquistiamo per abitudine.

Ed è questa differenza che, anno dopo anno, ci ha permesso di viaggiare tanto.

In conclusione

Se cercavi una risposta alla domanda come risparmiare per viaggiare di più, spero che questo articolo ti abbia mostrato una prospettiva diversa.

Se dovessi riassumere tutto questo articolo in una sola frase, direi questa:

Il nostro obiettivo non è mai stato spendere il meno possibile. Il nostro obiettivo è sempre stato spendere il più possibile nelle cose che per noi hanno davvero valore.

È questa l’idea che ha dato origine al Metodo di Fra.

Non un foglio Excel, non un’app per gestire il budget, non un conto corrente dedicato. Quelli sono soltanto strumenti. Il vero cambiamento è arrivato quando abbiamo capito che il denaro, da solo, non ha alcun significato, acquista valore solo quando lo trasformiamo in qualcosa che conta davvero.

Per noi quel qualcosa sono i viaggi.

Per te potrebbe essere altro.

L’importante è che le tue scelte raccontino la tua storia, perché, alla fine, il modo in cui spendiamo i nostri soldi dice molto di più su chi siamo di quanto immaginiamo.

E se un giorno, riguardando le foto dei tuoi viaggi, penserai:

“Quel weekend a Praga è nato dal pranzo che mi sono portato da casa per qualche mese.”

oppure:

“Quella settimana in Islanda è nata da tante piccole decisioni prese durante l’anno.”

allora probabilmente avrai capito il senso di tutto questo articolo.

Non hai semplicemente risparmiato.

Hai trasformato tante piccole scelte quotidiane in ricordi che porterai con te per sempre.

Domande frequenti su come risparmiare per viaggiare di più

Come risparmiare per viaggiare di più con uno stipendio normale?

È possibile, purché si costruisca un metodo sostenibile. Spesso fa la differenza imparare a conoscere le proprie spese, destinare una parte del budget ai viaggi e fare scelte coerenti con le proprie priorità.

Quanto bisogna mettere da parte ogni mese per viaggiare?

Non esiste una cifra valida per tutti. Dopo aver calcolato le spese fisse, puoi decidere quale parte del budget destinare al tuo Conto Vacanze. 

Conviene aprire un conto corrente dedicato ai viaggi?

Secondo la nostra esperienza sì, avere un Conto Vacanze separato dal conto principale aiuta a dare una destinazione precisa ai soldi e riduce le tentazioni di spenderli per altro.

Come risparmiare per viaggiare se si hanno figli?

Avere dei figli comporta inevitabilmente nuove spese, ma non significa dover rinunciare ai viaggi. Il nostro metodo nasce proprio dall’esperienza di una famiglia con una bambina e dimostra che, con una buona pianificazione e qualche scelta consapevole, è possibile continuare a viaggiare anche con un budget familiare normale.

È meglio risparmiare prima della partenza o durante il viaggio?

Le due cose si completano. Costruire un Conto Vacanze durante l’anno permette di partire con maggiore serenità, mentre gestire bene il budget durante la vacanza aiuta a sfruttare al meglio i soldi messi da parte. 

Come evitare di spendere i soldi destinati alle vacanze?

La soluzione che ha funzionato meglio per noi è separare quei soldi dal conto principale attraverso un Conto Vacanze alimentato con bonifici automatici.

Come capire quali spese eliminare per viaggiare di più?

L’obiettivo non è eliminare tutto, ma distinguere le spese che rappresentano vere priorità da quelle che sono diventate semplici abitudini.

Il Metodo di Fra è adatto a tutte le famiglie?

Il Metodo di Fra non è una formula rigida né una consulenza finanziaria. È il sistema che utilizziamo nella nostra famiglia e che puoi adattare alla tua situazione personale, indipendentemente dal reddito, dal numero di figli o dalle tue priorità.

In questo articolo abbiamo visto come costruire durante l’anno il budget che ti permetterà di partire più spesso.

Una volta arrivato a destinazione, però, entra in gioco un’altra fase altrettanto importante: spendere bene durante il viaggio, senza rinunciare alle esperienze che lo rendono speciale.

Per questo ho scritto anche un approfondimento dedicato: Come risparmiare in viaggio: il metodo per spendere meno senza rinunciare all’esperienza.

Insieme, questi due articoli raccontano il metodo che utilizziamo da anni nella nostra famiglia: prima costruiamo il budget per partire, poi lo gestiamo con attenzione durante il viaggio.

Se invece stai organizzando la tua prossima partenza, puoi trovare tanti altri contenuti nella sezione dedicata ai Consigli di viaggio, dove condivido strategie, strumenti ed errori che abbiamo imparato sul campo.

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